Ad oggi le mancano pochissime materie per conseguire la laurea, ma non è facile ritagliarsi anche il tempo per studiare…Sostituita la scocca riprende a correre e ottiene ottimi risultati anche nei rallies. In alcune occasioni le sue prestazioni assumono un contorno romanzesco…Al rally di Taormina del 1995 infatti, disputato sotto il diluvio, si ritrova a correre non con le gomme da bagnato come gli altri, ma con delle vecchie slick! Di mescola dura e pure invecchiate! Nonostante ciò, gira ad un ritmo indiavolato, staccando gli avversari! Questo fino all’ultima speciale, quando, raggiunto il pilota che le partiva davanti (con un minuto di vantaggio…), nel tentativo di superarlo esce fuori strada e si ritira…La stagione del 1998 è molto particolare. Silvia abbandona la sua fidata Renault 5 per inseguire una chimera…le viene affidata infatti una Fiat 600 “kit” e partecipa ad un trofeo per regioni in cui lei rappresenta la Calabria. La Arcidiacono scopre presto però che la realtà è molto diversa da quella che aveva immaginato. Le viene velatamente fatto capire che da lei non ci si aspetta altro che disputi solo un paio di speciali e che è lì solo per fare numero e costituire la classe. Silvia si impunta e non si ferma, ma corre contro tutti, sale sulla macchina per la prima volta sulla pedana di partenza del rally del Salento, ha i piedi che arrivano a stento ai pedali ed i fari puntati alle stelle. E’ una prova spettacolo, abbastanza simile agli slalom a cui è abituata… quarto tempo assoluto ed avversarie stracciate! Ma il resto della gara è diverso, le altre concorrenti hanno ben altre macchine, alcune anche con telemetria bidirezionale (!!) A lei invece non consentono nemmeno di regolare la pressione delle gomme. Al rally successivo, quello dell’Appennino reggiano, stavolta riesce almeno a regolarsi il sedile e ad avere un navigatore capace. Con quella macchina riesce ad entrare nei primi dieci ed a distanziare la seconda delle ragazze, Francesca Patrese, di sette minuti! L’appuntamento successivo sarebbe il rally internazionale di Messina, sulle strade di casa, ma il team, che non aveva più “bisogno”, le chiede una cauzione di cento milioni di lire per ripagare eventuali danni alla macchina…Silvia deve semplicemente smettere di correre. Alla gara che chiude il campionato, il Motor Show di Bologna, viene convocata da alcuni dirigenti che non hanno dimenticato quello che ha fatto. Lei non ha mai corso sullo sterrato e non vorrebbe partecipare. Non può presentarsi impreparata. Affitta una vettura ed insieme ad amici e famiglia si reca a Patti, vicino Messina dove c’è un fiume dal letto molto ampio solo in parte occupato dall’acqua e si allena lì un’intera giornata!

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